Milano Sesto S.Giovanni

MuDi Contemporanea: Giovanni Mattio

Museo Diocesano - dal 18/10/2011 al 20/11/2011

Dal 18 ottobre al 20 novembre, al Museo Diocesano di Milano si tiene il nuovo appuntamento di MuDi Contemporanea, con la personale di Giovanni Mattio (Cuneo, 1949), dal titolo Ruah. L'esposizione, curata da Paolo Biscottini, presenta una serie di grandi tele, realizzate nell'ultimo biennio dall'artista piemontese, ma ormai milanese d'adozione (dal 1989 vive e lavora nel capoluogo lombardo), che hanno come soggetto i primi capitoli della Genesi. Maestro riconosciuto della pittura materica, Mattio ha sempre condotto una propria personale ricerca di sperimentazione sui materiali (sabbia, terra, conchiglie sminuzzate, residui della lavorazione del ferro) che spesso ha utilizzato sulle sue tele. La sua ricerca, come quella di chi, partendo da un approccio informale, rimane nell’alveo della figurazione, si muove sui confini della rappresentazione, giungendo a degli esiti in cui il vero protagonista e' lo stesso materiale che costituisce la pittura. In questi ultimi lavori, Mattio predilige una superficie lucida su cui far scorrere la narrazione degli eventi biblici. Come scrive Luca Pietro Nicoletti nel saggio in catalogo, "l'artista e' arrivato a una raffigurazione allusiva, capace di evocare la storia senza illustrarla. Mattio, in effetti, ha trasformato le vicende bibliche dell'origine del mondo in un incontro di forze magmatiche, senza ricorrere alla personificazione di Dio, la cui presenza e' diventata segno, lampo, o puro moto degli elementi". E ancora, "È la forza degli elementi, in ultima analisi, l'aspetto da cui il pittore deve essere stato maggiormente attratto nel racconto della Genesi: attraverso di essi e la loro forza assoluta e sublime, che sovrasta ogni umano tentativo di contrastarla. Come suggerisce il titolo della mostra, Ruah, e' il soffio di Dio, piu' che la sua presenza, la ragione prima di quel grande rivolgimento, e il soffio e' aria che rimanda sincreticamente alla teoria dei quattro elementi". Accompagna l'esposizione, un catalogo edito dal Museo Diocesano, con testi di Luca Pietro Nicoletti e una conversazione tra Paolo Biscottini e Giovanni Mattio. Note biografiche Giovanni Mattio nasce a Cuneo nel 1949. Conseguita la laurea in lettere classiche presso l’universita' di Torino (1973), affianca agli studi umanistici un'appassionata ricerca nell’ambito delle arti figurative. Frequenta musei, studi di artisti, accademie, esperimenta le varie tecniche pittoriche e instaura rapporti con la vicina Provenza, in particolare con Nizza, Antibes, Aix en Provence. Dal 1975 espone in ambito regionale e transalpino. Dal 1986 e' presente in mostre personali e rassegne in Italia e in Francia. Dal 1989 vive e lavora a Milano. Nel 1992 si colloca il ciclo "telafracta", dipinti di grandi dimensioni ridotti in frammenti destinati ognuno a una propria storia. Del 1993 sono gli "ilocromi", dipinti in cui la materia assume una funzione primaria sul piano cromatico,espressivo e culturale. Nello stesso anno inizia il ciclo degli "aquaveli", dipinti ottenuti con colori ad acqua e veline che danno palpabilita' ad una superficie trasparente. Seguono le ceramiche polimateriche "zostracon", le avventure nel campo dell’incisione. Con il nuovo millennio la ricerca si estende ai volumi e alle forme delle superfici dipinte: nascono le estroflessioni, le introflessioni, i monitor, le losanghe, i petali, i puzzle, le sculture per addizione, le installazioni. Affiorano altri materiali combinati con il colore, in una ricerca via, via, piu' plastica.

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