Torino
Ingegnere e cavaliere a tempo perso: Riccardo Brayda al Borgo
Borgo Medievale - Casa dei Pellegrini - dal 08/12/2011 al 29/01/2012
Ricorre quest'anno il centenario della morte di Riccardo Brayda: grazie alla collaborazione con i suoi discendenti, il Borgo Medievale presenta una mostra dedicata a questo personaggio, che fu tra i principali collaboratori di D'Andrade durante la costruzione del Borgo. La mostra e' un'occasione per avvicinarsi alla poliedrica figura di Brayda: ingegnere, docente universitario, a lungo esponente della vita politica e amministrativa della Torino di fine Ottocento, ma anche benefattore, archeologo, artista, guida escursionistica e compagno entusiasta di iniziative goliardiche.
Furono proprio i molteplici interessi ad indirizzare Brayda verso un'attivita' di ricerca, salvataggio e valorizzazione del patrimonio medievale torinese, unendo restauri di ampio respiro - tra tutti, quelli della Cittadella e della chiesa di San Domenico - all'appassionata ricerca di resti architettonici "minori" sparsi sul tessuto urbano. Nel suo metodo di lavoro, la parte fondamentale spettava al rilievo dell'edificio oggetto d'indagine: esso era finalizzato a liberare le case piu' antiche della citta' non solo dall'intonaco moderno, ma anche dagli elementi aggiunti nel corso dei secoli.
La conoscenza del medioevo, unita a quella ingegneristica, fecero di Brayda una figura fondamentale nella progettazione e costruzione del Borgo Medievale, nell'ambito dell'Esposizione Generale Italiana del 1884. Oltre alla valutazione e rilevazione delle testimonianze sparse sul territorio, egli si occupo' in prima persona dei cantieri di diverse case all'interno del Borgo, e nella soprattutto nella progettazione della Rocca, unico edificio destinato a sopravvivere all'Esposizione.
Oltre a pannelli di approfondimento, l'allestimento prevede l'esposizione di oggetti appartenuti sia alla vita pubblica che alla dimensione privata dell'ingegnere: piccole curiosita' che permettono una migliore comprensione non solo del personaggio, ma anche del clima politico e intellettuale del capoluogo sabaudo alla fine dell'Ottocento.
