Banksy al Mudec di Milano: una classica mostra sovversiva

Dal 21 novembre al MUDEC di Milano più di 70 lavori dell’artista inglese

in una mostra nel più classico stile dell’artista e dunque… non autorizzata!

 

 

Con un tempismo perfetto, visti i recenti avvenimenti, aprirà il 21 novembre al MUDEC di Milano la mostra (rigorosamente non autorizzata dall’artista, da sempre contrario alla mercificazione dell’arte) “The Art of Banksy. A visual protest”.  Un percorso insolito, dallo spirito accademico, che si propone di indagare la figura di Banksy seguendo con coerenza la mission del museo, ovvero quella di fornire ad ogni fascia di pubblico le chiavi di lettura per comprendere e apprezzare le culture del mondo ed i grandi temi della contemporaneità attraverso tutte le arti visive. Un’occasione unica, dal momento che mai prima d’ora un museo pubblico aveva ospitato un’esposizione sull’artista, che acquista ancora più valore alla luce della recente distruzione del famoso quadro “Girl with Baloon” appena battuto all’asta da Sotheby’s e delle polemiche che sono seguite.

 

Cinque alberghi del Gruppo Space Hotels si trovano in città, in location strategiche,  ognuno con una sua anima distinta. Rappresentano la soluzione perfetta per chiunque voglia raggiungere Milano per non perdere quest’evento unico.

 

Banksy, artista e writer inglese, è considerato uno dei maggiori esponenti della  street art contemporanea. La sua fama non è dovuta solo all’arte, ma anche alla sua identità che, nonostante il successo, continua a rimanere ignota. Di lui si conosce la provenienza, si sa che è nato e cresciuto a Bristol, ma nient’altro e questo continua ad alimentare l’alone di mistero che tramuta Banksy in vero e proprio mito dei nostri tempi.

 

La mostra

A visual protest si articolerà attraverso quattro sezioni che porteranno a una riflessione critica su quale sia attualmente, e quale potrà essere in futuro, la collocazione di Banksy nel contesto generale della storia dell’arte. Attraverso le videoinstallazioni si racconteranno i movimenti che hanno dato vita a forme di protesta visiva attraverso la fusione di parole e immagini, dominati da un’attitudine all’azione a cui Banksy fa riferimento esplicitamente. Si indagherà, in particolare, il messaggio e la poetica sottesa alla serie di lavori individuati come “Modifies Oils”, in cui Banksy mescola generi e periodi, intervenendo su copie di opere esistenti e spesso universalmente conosciute, con l’inserimento di alcuni elementi stranianti. 

 

Il mistero dell’identità

Il fatto che sia impossibile ricostruire una biografia ufficiale non ha scoraggiato curiosi e studiosi che hanno costruito le più svariate ipotesi sull’identità di Banksy. Le più accreditate, comunque, sarebbero due: in un caso si ipotizza che lo pseudonimo nasconda il membro fondatore del gruppo inglese Massive Attack, Robert Del Naja (in arte 3D), a sua volta artista dei graffiti. Una seconda, suffragata da uno studio condotto dal Mail on Sunday nel 2008, sostiene che l'elusivo artista britannico sia in realtà Robin Gunningham, studente della Bristol Cathedral Choir School. I risultati di quest'inchiesta sono stati confermati dagli studiosi della Queen Mary University di Londra che si sarebbero addirittura avvalsi, per provarlo, del cosiddetto “profilo geografico criminale”, utilizzato in polizia.

 

Opere nel mondo: l’impegno politico e sociale ai tempi dei graffiti

Una delle caratteristiche basilari del lavoro di Banksy è la forte connessione con il tessuto sociale. Il suo lavoro ha come componente fondamentale la relazione con il paesaggio umano nel quale l’artista si esprime ed è dunque per questo che le sue opere prendono vita spesso in zone di conflitto, dove anche la politica e le istituzioni faticano ad arrivare.

 

Un esempio su tutti: la Cisgiordania e lo stato d'Israele sono separati da un muro costruito come misura cautelare contro il proliferare di attentati. Questa struttura è contraria al diritto internazionale, ma nonostante ciò continua ad esistere. Una situazione simile non poteva che spingere un artista come Banksy ad intervenire fisicamente ed è per questo che allo stato attuale vi sono ben sei delle sue opere lungo il perimetro del muro. I soggetti rappresentati, in particolare bambini, raccontano la storia di una generazione che non vuole arrendersi, che tenta di superare il muro sollevandosi in volo con palloncini, di passare oltre creando un buco con paletta e secchiello o, arresa all’evidenza, si limita ad osservare i paradisi terrestri presenti al di là attraverso degli squarci resi magistralmente con la tecnica del trompe l'oeil.


Anche i Writers hanno una poetica

Gianni Mercurio, curatore della mostra al MUDEC, afferma:Come gli street artists della sua generazione, Banksy accentua il contenuto dei messaggi politici e sociali in maniera esplicita, anzi sposta radicalmente il messaggio dalla forma al contenuto”. Il suo messaggio e la sua arte si manifestano come un’esplicita e aspra provocazione nei confronti dell’arroganza dell’establishment e del potere, del conformismo, della guerra, del consumismo.

 

Le parole in Banksy evidenziano una presa di posizione decisa contro il sistema dell’arte contemporanea. I suoi stancil sono permeati di un un'estetica diretta che li restituisce alla fruizione da parte di chiunque; la forte incidenza sociale del suo stile, infatti, rende le sue opere leggibili anche da bambini. Come ha spiegato Shepard Fairey “Le sue opere sono piene di immagini metaforiche che trascendono le barriere linguistiche. Le immagini sono divertenti e brillanti, eppure semplici e accessibili: anche se i bambini di sei anni non hanno la minima idea di che cosa sia un conflitto culturale, non avranno alcun problema a riconoscere che c’è qualcosa che non quadra quando vedono Monna Lisa che impugna un lanciafiamme.”

 

Lo stencil: la tecnica preferita da Banksy

«Io uso quello che serve. A volte questo significa solo disegnare un paio di baffi sul volto di una ragazza su qualche cartellone, talvolta invece significa sudare per giorni su un disegno intricato. Il fattore più importante è l'efficienza».

 

La mostra al MUDEC prenderà in esame lo stencil, tecnica affinata dall’artista per poter eseguire i lavori con notevole velocità (sembra infatti che per dipingere un’opera impieghi solo quindici minuti). Si avvale dunque di una maschera in negativo dell'immagine ricavata su un supporto rigido; il writer, poi, non deve fare altro che poggiare la sagoma sulla superficie muraria che ha scelto e riempire di colore gli spazi vuoti. In questo modo si concilia la rapidità di esecuzione stradale con una grande meticolosità e con l'eventualità di serializzare l'opera, che può essere riprodotta in modo identico infinite volte.


Dove dormire a Milano

 

Andreola Central Hotel

Storico albergo 4 stelle in centro a Milano, prestigioso luogo d’incontro di personaggi della cultura e dello sport, l'Andreola Central Hotel rinnova la sua apprezzata tradizione milanese d'ospitalità in ambienti confortevoli ed interamente rimodernati. L'Andreola Central Hotel è tra i più apprezzati hotel 4 stelle di Milano per la posizione funzionale ai luoghi del business, della cultura e dello shopping. 85 camere tra standard, superior, junior suite e suite, ristorante panoramico, sei sale meeting.
Prezzo per la camera doppia a partire da euro 119,00 a notte.

 

Hotel Dei Cavalieri Milano Duomo

L’Hotel Dei Cavalieri Milano Duomo è uno storico albergo 4 stelle a soli 300 metri da Piazza Duomo e poco più dal Teatro alla Scala, da Via Montenapoleone e dalle altre vie dello shopping. Situato nel centro di Milano, in una posizione ottimale, da esso si possono raggiungere tutte le attrazioni turistiche comodamente a piedi, mentre chi soggiorna per affari o lavoro, trova le principali società, banche o la Borsa nelle immediate vicinanze. Il Dei Cavalieri si propone come riferimento ideale per incontri di affari e cultura.
Prezzo per la camera doppia a partire da euro 189,00 a notte.

 

Hotel Des Etrangers

Recentemente ampliato e ristrutturato, l’albergo si trova in posizione strategica in Zona Tortona, comodo dalla Tangenziale Ovest e a poco più di 5 minuti dalla Fiera Milanocity, dalle Università Cattolica, Bocconi e Iulm, servitissimo da tram e filobus, l'Hotel Des Etrangers è la soluzione ideale per soggiorni sia business sia turistici a Milano: ambienti accoglienti e funzionali, sale meeting, professionalità.
Prezzo per la camera doppia a partire da euro 105,00 a notte.

Hotel Gran Duca di York

L’Hotel Gran Duca di York è un piccolo, romantico e confortevole albergo recentemente rinnovato, che si trova in un antico palazzo del 700 nel centro storico del capoluogo lombardo. L’hotel è situato a pochi passi dal Duomo, dalle vie più prestigiose dello shopping e dalla Borsa di Milano. 
Prezzo per la camera doppia a partire da euro 179,00 a notte.

Hotel Spadari al Duomo

Se desiderate l’atmosfera di un hotel di Milano piccolo, raccolto e centralissimo, oggi la trovate in un elegante palazzo situato proprio accanto al Duomo. Progettato per ospitare una raccolta privata di opere d’arte contemporanea, sia di grandi autori che di giovani artisti dell’avanguardia milanese, l’Hotel Spadari al Duomo unisce al comfort e all’eleganza un’ospitalità raffinata e discreta. 
Prezzo per la camera doppia a partire da euro 240,00 a notte.

 

Su Space Hotels

Space Hotels, gruppo alberghiero nato nel 1974, è attualmente presente nel nostro paese con una collezione unica di più di 60 alberghi indipendenti da 3 a 5 stelle in 35 destinazioni business e leisure. L’offerta di Space Hotels comprende: soggiorni di lavoro o di vacanza; organizzazione di meeting e congressi; la grande cucina di alcuni tra i migliori chef italiani; relax, massaggi e sauna in eleganti centri benessere. In ogni soggiorno sono sempre inclusi breakfast, una bottiglietta d’acqua e free Wi-Fi. Per le prenotazioni è attivo il numero verde gratuito 800.813.013, i GDS (codice SX) o il sito www.spacehotels.it.

 

 

 

 

 

 

Space Hotels – Numero verde 800.813.013

E-mail: space@spacehotels.it - Internet: www.spacehotels.it

 

 

 

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